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Achille Ballini nacque a Boltiere il 22 gennaio 1907 e morì
l'11 febbraio 1973. Fu colui che difese a viso aperto la Madonna
di Ghiaie, e si adoperò in ogni modo per far emergere
la verità e sconfessare gli oppositori. Nel decennio
delle Apparizioni, ebbe la forza e il coraggio di scrivere
il libro verità "Una fosca congiura contro la
storia" che suscitò non poco scalpore tanto che
la Curia di Bergamo rapidamente lo censurò. Ballini
fu intralciato e perseguitato a lungo dai suoi oppositori
a tal punto da etichettarlo come traditore da scomunicare,
forestiero e eretico. Tentò in tutti i modi di sventare
la congiura contro la storia e si prodigò per dimostrare
la verità delle sue affermazioni.
Un giorno disse di sé: "Strana sorte la mia!
A scuola, un professore di filosofia mi guardava e mi faceva
guardare come un "cattolicone", e quindi un avversario
dello Stato e del Regime Fascista; ora i cattolici mi guardano
e mi fanno guardare come un ribelle, un avversario, uno da
sfuggire".
"Non v'è dubbio" scrisse il Ballini "che
deve esistere una ragione atta a spiegare come dei semplici
osservatori riuscissero a vestirsi di un potere direttivo,
esclusivo, divenire giudici e, come tali, emanare sentenze
assolute così da tacitare chiunque la pensasse diversamente.
Intolleranti verso chi non accetta i loro dogmi e vuol raccogliere
la vera storia, come venne fatto nelle altre Apparizioni,
vorrebbero impormi (ma chi dà ad essi questa falsa
autorità, o prepotenza?) l'obbedienza ai decreti che
essi sempre calpestarono. Dopo lo sfoggio di tanta scienza
ed autorità, temono "un imbecille d'intelletto
e un debole di cuore", e, "in buona fede",
questi paladini della libertà, della democrazia, della
giustizia, aizzano contro me persino l'Autorità civile.
Non v'è da meravigliarsi allora se, mentre i Bergamaschi
subiscono passivamente tale congiura contro la storia, o partecipano
ad essa con vergognosa leggerezza, io, salvato dalle ruine,
libero alla pari di ogni uomo, mi sia assunto l'impegno di
sventarla, col parlare di avvenimenti passati alla storia
"
Ballini dichiara ancora: "I miei avversari non si danno
pace. Poverissimi di argomenti storici, superbi, mi chiamano
"Lo scandalo della Diocesi"; rifiutano i miei scritti,
né si degnano di scendere ad una discussione con me
(forse, segretamente, prevedono che io potrei dimostrare la
loro cocciutaggine). Preferiscono intrigare e con lettere
anonime muovere la Questura e i Carabinieri a venire, proprio
a Boltiere, a studiare "il caso Ballini" ed a sorvegliare
coloro che pregano alle Ghiaie. Cercano di provocare una mia
reazione; farmi cadere in qualche errore o fallo, per poter
sconfessarmi pubblicamente, clamorosamente, e, dopo il loro
brutto passato, figurare i tuttori della religione e dell'ordine
pubblico... Se i miei nemici riuscissero a farmi incatenare,
riuscirebbero ad incatenare la storia? Si fece correre la
voce che per i miei libri mi ero meritato "gravi sanzioni
spirituali", che avrei dovuto essere espulso dalla Chiesa,
privato dei Sacramenti; solo per "una grande indulgenza"
i miei superiori tolleravano. Mia mamma e miei fratelli erano
turbati, ne soffrivano; io però ero calmo."
Tra i suoi scritti, segnaliamo i principali:
- "È apparsa la Madonna alla Ghiaie?" pubblicato
con lo pseudonimo L. Iblani -
Tecnografica Editrice Tavecchi, Bergamo 1947
- "Andiamo alle Ghiaie a vedere", Grafica Monti,
Boltiere 1951
- "Che avvenne alla Ghiaie nel 1944?" Tip. Vittorio
Carrara, Bergamo, 1952
- "Cazzamalli, la metapsichica e le apparizioni delle
Ghiaie di Bonate", Boltiere 1952
- "Una fosca congiura contro la storia", Editrice
Ars Graphica, Roma, 1954;
- "L'inutile e falsa questione storica delle apparizioni
del 1944 - Fatima e Ghiaie",
Grafica Fratelli Carrara, Bergamo, 1971
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