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È nato a Boltiere (Bergamo) il 1°
agosto 1881. Nel 1917 passa da Bonate Sotto a Ghiaie come
curato, a fianco di don A. Locatelli, col compito di abbellire
la nuova chiesa, organizzare le attività religiose
e lavorare per la erezione canonica della parrocchia di
Ghiaie, di cui fu parroco dal 1921, fino al 25 maggio 1955,
quando morì.
Colpito da paralisi, durante la malattia ricevette più
volte la visita del vescovo monsignor Giuseppe Piazzi, e
nel settembre 1954, quella graditissima del cardinale Roncalli,
patriarca di Venezia. Lo stesso cardinale, avuta notizia
della sua morte, il 2 giugno 1955, a don Italo Duci così
scriveva:
«Esprimo al rev. e caro don Italo Duci e per suo mezzo
a tutti i buoni fedeli delle Ghiaie la mia viva partecipazione
al loro lutto per la morte del loro parroco don Cesare Vitali
degno continuatore del canonico Alessandro Locatelli nella
cura della chiesa e delle anime. Amo veder associati nella
luce celeste questi due ottimi sacerdoti che io conobbi
ed amai dalla mia giovinezza e che in grande semplicità
di vita e di ministero pastorale fecero tanto e tanto bene,
e continueranno a farne ora dal Paradiso. Don Cesare Vitali
ci incoraggia tutti al lavoro, alla sofferenza, alla carità.
Tutti benedico. + Angelo Giuseppe card. Roncalli, patriarca
di Venezia».
Il giudizio dato dal cardinale, sull'opera e sulla vita
di don Cesare Vitali, era pienamente condiviso dalla popolazione
di Ghiaie, che volle, come atto di pubblico riconoscimento,
a lui intitolata la via che conduce alla scuola materna.
Don Cesare Vitali, da principio, tenne verso le apparizioni
un contegno distaccato, di somma prudenza. Dopo avere osservato
quei fatti, con l'animo del pastore attento e preoccupato
del bene dei suoi fedeli e della Chiesa, si convinse della
loro soprannaturalità.
Per il suo atteggiamento favorevole, mantenuto sempre entro
i limiti di una rigorosa fedeltà alle direttive del
vescovo, alcuni sacerdoti lo fecero molto soffrire, in particolare
il parroco di Presezzo (Bergamo), don Luigi Locatelli, il
quale lo accusò ingiustamente di essere il principale
regista della farsa di Ghiaie, il manipolatore della bambina
Adelaide Roncalli, accuse smentite da documenti e lettere
riservate di Don Cesare Vitali.
Mantenne un continuo e segreto contatto epistolare con don
Felice Murachelli che soggiornò in quella parrocchia
il 30 e 31 maggio 1944 e dal 13 luglio al 17 agosto 1944.
Mentre don Cesare Vitali lo informava continuamente sull’evolversi
della situazione a Ghiaie, don Felice Murachelli lo aggiornava
sempre su quanto apprendeva a Brescia sui Fatti di Ghiaie
e sulle Apparizioni di Montichiari.
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