Monsignor Giuseppe Piccardi nacque a Castione della Presolana il 23 novembre 1907. Fu ordinato sacerdote anticipatamente per la sua precaria salute il 24 agosto 1930. Fu coadiutore parrocchiale dapprima a Ranzanico (1930-32), poi a Rovetta (1932-34). Da 1934 al 1939 fu Direttore Spirituale del Seminario Minore di Clusone. Dal 1939 al 1943 fu coadiutore parrocchiale in Pignolo, nel 1943 venne nominato Rettore del Santuario di Nostra Signora del S. Cuore, nel 1946 passò Prevosto di S. Agata al Carmine. Nel 1966 venne nominato Canonico del Capitolo della Cattedrale di Bergamo.
Dal 1966 al 1971 svolse anche l'ufficio di Assistente Ecclesiastico delle Conferenze Femminili di S. Vincenzo.
Il 26 agosto 1980, celebrò nella chiesa del suo paese natale Castione della Presolana (Bg), il Giubileo Sacerdotale per il suo cinquantesimo di sacerdozio. Morì poco dopo a Bergamo, il 17 settembre 1980.

Monsignor Giuseppe Piccardi credette fermamente nell'innocenza della piccola Adelaide Roncalli e si prodigò in ogni modo per il Trionfo della Madonna Regina della Famiglia e per il riconoscimento delle Apparizioni di Ghiaie di Bonate del 1944.

Così lo ricordò un suo condiscepolo, subito dopo la sua morte:
"La notizia della morte del sacerdote canonico monsignor Giuseppe Piccardi sarà di dolorosa sorpresa a non pochi in città, in diocesi e in non poche città lombarde. Oso pensare che nella sua estrema agonia sulle sue labbra sacerdotali e soprattutto nel suo animo si siano scanditi in palpiti di lode, pur nell'estremo dolore, i versicoli del "Te Deum Laudamus" che fu cantato con lui e per lui, non ancora un mese prima della sua morte, nella bellissima prepositurale di Castione. In mezzo alla sua gente, infatti, con grandissima fatica con inesprimibile edificazione dei concittadini, celebrò la sua Messa di solenne giubileo. Ebbe ancora il coraggio di predicare! Tanto più convincente e commovente la sua parola sempre così altamente sacerdotale!
Fin dalla sua giovinezza clericale don Giuseppe ebbe a soffrire molto e proprio per motivo di questa grave sofferenza ebbe l'ordinazione sacerdotale in anticipo sui suoi condiscepoli. Fatto sacerdote ebbe una esistenza sacerdotale da meravigliare non pochi che lo conoscevano.
Per chi lo conobbe per bene, c'è tanto da stupirsi per tanta resistenza, con una fibra così appesantita dalla sofferenza! È il fervore del suo spirito che vibrava nella sua parola, calda e accalorante, e brillava nel suo sorriso, sempre pieno di spirito sacerdotale!
Fu un sacerdote "eminentemente mariano!" Veramente ha fatto prova, nel suo lungo ministero di predicazione, della verità dell'asserto: "De Maria nunquam satis!". Della Madonna non sì è mai predicato abbastanza.
Sono pochi a ricordarlo, ma è inciso nella storia del suo ministero pastorale, un gesto particolarmente emblematico. Mentre faceva ingresso come prevosto a S. Agata al Carmine, la stola di parroco che gli fu messa sulle spalle, lui se la tolse e la indossò alla statua della Madonna. Un gesto difficile a tradursi in parole, tanto profondo nel suo significato!
Caro don Giuseppe, amo vedere la Madonna venirti incontro, stringerti al suo cuore materno e assegnarti da parte di Gesù, Sommo Sacerdote, il premio del Sacerdote, servo fedele!".

Stralcio dal Testamento Spirituale di don Giuseppe Piccardi del 05/08/1966.

"... Ringrazio il Signore che mi ha fatto cristiano e sacerdote e che mi ha fatto crescere sin dalla fanciullezza in una onorata povertà e colla continua sofferenza. Sono stato contento di essere sacerdote e di essere vissuto come tale, quasi tutta la mia vita in mezzo alle anime…
… Sento il bisogno, partendo da questo mondo, di far conoscere e di dare quasi una solenne testimonianza a quello che la Madonna è stata nella mia povera vita e a tutta quella sua opera di amore che per me ha svolto.
Con Lei il mio sacerdozio mi è sembrato cento volte più bello e la missione sacerdotale immensamente più facile ed ho visto con una esperienza sempre crescente, come per Lei è assicurato anche alle anime che vivono nel mondo un alto grado di unione con Gesù Cristo e con Dio.
Vorrei gridare a tutti i sacerdoti, anche se mi sento l'ultimo di tutti loro, di amare e di far amare la Madonna e di sperimentare cosa sa compiere Lei nei sacerdoti e per mezzo loro nelle anime. Cerchino di portare Gesù nel mondo per mezzo di Maria.
Se cercheranno di amare la Madonna sperimenteranno che il loro amore per Lei è pienamente teologico e se la loro teologia sarà vera sapranno dare alla Madonna il posto e l'amore che le spetterà…"

 
 

 

 
 

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